Considerando che siamo al giro di boa di questo agosto, che il mio barista sta per chiudere per 4 settimane, che nessuno è a lessarsi gli occhi davanti al pc ma è a fare pipì nel mediterraneo, e rispondendo ad un’esplicita richiesta, oggi abbasserò il sempre alto livello di questo blog. Forse potrei sperare in un’impennata delle visite, grazie ai referrers e tutto il resto, ma non lo faccio per i suddetti motivi.
Dopotutto chi visse sperando morì cagando.
Ma comunque.
Mi è stato chiesto quali fossero i miei standard.
Ora.
Premettendo che non ho mai pensato quello è proprio il mio tipo, perché il mio tipo trovo sia un’espressione castrante, e poi perché mi piacciono uomini tanto diversi tra loro, dopo un’attentissima selezione ho scremato l’inscremabile, ho eliminato l’ineliminabile, fino a che non mi sono rimasti questi.
Johnny Depp - ogni spiegazione è superflua.
Matteo Thun - architetto e designer. Lunghe mani affusolate e nervose, febbrili. E’ intelligente, stimolante, ha sempre idee brillanti e, come la maggior parte dei progettisti, quando parla sa donare calma.
Ho comprato persino la sua linea di pentole e padelle.
Vincent Cassel - adoro quella faccia espressiva e imperfetta, soprattutto quelle borse sotto agli occhi. Ha l’aria di chi si sa divertire e che non si vergogna ad ammettere i propri vizi.
Benicio del Toro - idem come sopra. Ma lui la faccia imperfetta non ce l’ha. Ha solo le occhiaie. E molti vizi.
Sean Penn - impegnato. Mi piace tantissimo anche dietro alla macchina da presa.
Paul Auster - visionario, penetrante.
Steve McQueen - scatenato, folle. Con delle magnifiche rughe d’espressione (e un look fantastico in Bullit).

