Non sopporto Fabio Volo, ma soprattutto la sua eccessiva, vanitosa autoreferenzialità. Ma soprattutto i suoi libri. Ma soprattutto i lettori di Fabio Volo (fra i quali ho appena scoperto, con somma disgrazia, anche mio padre. E lo trova - burp! - bravo).
Quelli che hanno sempre ragione (perché cheppalle) e quelli che ti stanno sempre addosso.
Perché è estate e ci si deve vedere.
No, grazie, la giubba adesso no. Ma nemmeno in inverno, guarda.
Quelli che vanno in vacanza nel villaggio turistico e poi ti fanno vedere le foto (mediamente 1644), ma soprattutto il filmino delle vacanze. Ma soprattutto quando mettono in pausa il dvd perché: ‘oh, questo qui (un tale né attraente né intrombabile: una squallida e insipida via di mezzo. E neppure simpatico: dopo la battuta (?) sulle ostriche, vecchia quanto il meretricio, il tizio ti incuriosisce quanto sapere l’esatta quantità di laniccio contenuta nell’ombelico del tuo moroso) dovresti proprio conoscerlo’.
Oh, ma che peccato che abiti così lontano.
E poi suvvia, lo sappiamo tutti che tu, donna, vai nel villaggio vacanza solo per trombare un paio di animatori (se ti va bene) simpatici come Dodò dell’Albero Azzurro, altro che per farmi vedere la gente che hai conosciuto.
Dimmi i dettagli dell’amplesso e chétati.
Gli auricolari. Cioè, devi infilarteli dentro al condotto uditivo per un ascolto godurioso, per solleticarti i timpani che nemmeno 40 massaggiatrici intonatissime, rimpicciolite e messe insieme ma, cazzo, devi usarli solo tu.
Qualche sera fa, un amico: ‘Oh, senti questo: sono riuscito a trovare il cd del concerto di John Zorn a Prato’.
E mi serve su un piatto d’argento, e con tutta la sua proverbiale dolcezza, il suo auricolare.
Ho dovuto inventare una scusa pessima, terribile (che francamente ho anche tentato invano di cancellare dalla memoria) che gli illustrava -più o meno- tutti gli svantaggi di un condotto uditivo affetto da ipertricosi.
Spero comunque che non ci abbia creduto, e che non mi eviti quando mi incontrerà di nuovo.
Rimpiango i vecchi rotoloni di spugna dei vecchi walkman: saranno anche stati orrendi, dei paradisi per gli acari (o meglio: una sorta di rave party dell’acaro), però almeno il cerume cremoso e/o caccoloso non c’era.

