Stai leggendo le ultime, strepitose righe di un libro.
Davvero un bel libro.
Ti gusti le ultime sfumature che l’autore ha voluto concederti, senti il tipico sfarfallìo dei bei momenti che ti solletica da dentro il petto, ti aspetti un certo qualcosa che ancora non sai bene cosa sia, o se ci sia.
Ma lo vuoi.
E tu non ci sei per nessuno, non senti nessuno.
Nemmeno lui, in questo preciso momento, riuscirebbe mai a distogliere il tuo sguardo.
Ci siamo.
Ultimissime parole.
L’odore di cellulosa sbiancata e inchiostro che si mescola ai pensieri.
La texture della carta morbida sotto i polpastrelli e il pollice che fa un po’ male perché a 28 anni non hai ancora imparato a tenere un libro in mano.
E poi puff.
O non vai a pestare una merda!

