Goduria.
Cos’è la goduria?
Il De Mauro Paravia la definisce così:
go|dù|ria
s.f.
CO colloq., scherz., piacere, delizia: la torta di cioccolato, che g.!; anche antifr.: sai che g. starsene a lavorare mentre tutti vanno in vacanza!
Io, onnivora selettiva, lunatica e poco elastica nel fisico, una che valuta più o meno positivamente le persone in base ai loro vizi, dichiaro qui, senza esitazioni, che per me La Goduria è:
- zittire con un’uscita di un certo peso (leggi rutto) l’impiegata bacchettona e stronza della banca davanti a direttore, gente, cani.
- fare la permanente alla mia ‘implaccabile’ igienista (ovvero una fattucchiera frigida) con un rutto dal profondo, risalente probabilmente al pranzo pasquale del 1994, riportandola anche indietro nel tempo. A giudicare dalla permanente, nel 1985.
- guardare il tizio che mi ha schizzata di acqua piovana e merdosa col suo potente suv, qualche giorno fa, mentre perde l’ultimo treno per tornare a casa perché il suv è dal meccanico. Lo saluto amabilmente con un rutto.
Che volete farci, il rutto è il risultato di un percorso travagliato, è un'ideologia di vita.
E io, la vita, me la godo a garganella.

